CULTURA E MONUMENTI

Santa Panaghia

La piccola chiesa della Panaghia, ubicata nel cuore del centro storico di Rossano, è un edificio di origine bizantina risalente al XI secolo.

Il termine Panaghia deriva dal greco pan- (tutto) e ághios (santo); quindi, propriamente, significa “tutta santa”, dal momento che è riferito alla Madonna.

La chiesetta, più volte restaurata nel corso del nostro secolo, è rivolta a est, secondo le consuetudini dell’arte costruttiva orientale. All’esterno presenta pareti dalla linea sobria che contrastano piacevolmente con la singolare decorazione a spina di pesce dell’abside.

All’interno, nella parte inferiore dell’abside, si conserva  un affresco che raffigura S. Giovanni Crisostomo. Un altro affresco rappresenta il volto di un santo con aureola,  con molta probabilità S. Basilio di Cesarea.

Cattedrale Achiropita

La cattedrale di Maria Santissima Achiropita fu eretta nell’XI secolo, con successivi interventi nel XVIII e XIX, con pianta a tre navate e tre absidi. La chiesa è famosa per l’antica immagine della Madonna Acheropita, ossia non dipinta da mano umana, di datazione probabile tra il 580 la prima metà dell’VIII secolo. All’interno della sacrestia nel 1879 fu ritrovato il famoso Codex Purpureus Rossanensis, evangeliario greco del V-VI secolo di origine mediorientale (Antiochia di Siria), portato a Rossano probabilmente da qualche monaco in fuga dall’oriente durante l’invasione araba (secc. IX-X).

Castello di Sant’Angelo

La Torre Sant’Angelo “viene costruita nel 1543 con materiale di risulta dell’arsenale di Turio” e fa parte di quel sistema di fortificazioni realizzato su tutta la costa calabrese a difesa dei territori dalle incursioni saracene e di deposito funzionale all’adiacente struttura doganale rossanese.
Presenta “struttura muraria in pietrame misto di diversa pezzatura, con inserti di laterizio e alcuni ricorsi orizzontali in pietra di grandi dimensioni. La gran parte dell’immobile è intonacata”. Poco distante dal mare, la torre si colloca nell’abitato, circondata da pochi edifici. La forma che la contraddistingue è anomala, presenta infatti un impianto planimetrico stellato dato da una pianta quadrata di 14 m di lato (interno 10×10 m) dotata di quattro torrette triangolari poste ai vertici, “con asse lungo le diagonali del quadrato di base”, “smussate agli spigoli con bassi speroni di rafforzamento a punta” leggermente scarpati. “L’interno è voltato a botte; in ogni torretta vi è un ambiente”. Il secondo livello, sorretto da quattro arconi posti sui fronti è stato parzialmente demolito, in data non nota, per realizzare la copertura a tetto. La struttura è priva di aperture tranne in corrispondenza degli arconi.

Abbazia di Santa Maria del Patire

L’abbazia fu fondata intorno al 1095 dal monaco Bartolomeo di Simeri, con l’ausilio di alcuni ricchi normanni, e venne dedicata a “Santa Maria Nuova Odigitria”, anche se è conosciuta con il nome di “Santa Maria del Patìr”, o semplicemente “Patire” (dal greco Patèr = padre), attribuzione data come segno di devozione al padre fondatore. Nel 1105 il pontefice Pasquale II gli concesse il diritto di immunità dalla giurisdizione vescovile.

In epoca normanna divenne uno dei più ricchi e rinomati monasteri dell’Italia Meridionale. L’abbazia possedeva anche una ricca biblioteca e uno scriptorium dove lavoravano monaci amanuensi per la trascrizione di antichi codici. Dal XV secolo il monastero del Patire conobbe un lungo ma inesorabile decadimento, come tutti i monasteri italo-greci, finché nel 1809 venne soppresso dai francesi.

Chiostro di San Bernardino

Ubicato nel Centro storico della Città, è il Palazzo della Cultura e del Turismo del Comune di Rossano, ex Convento, si iniziò a costruirlo nel 1428, venne portato a termine nel 1460-1462 dall’arcivescovo Matteo Saraceno e affidato, prima alla cura dei Minori Osservanti, poi dei Riformati.

Al suo interno, sino alla fine del 700, era ospitato il Sedile chiuso di San Bernardino, dove si riunivano gli esponenti di famiglie patrizie e i Sindaci dei Nobili. Soppresso nel 1809 fu poi sede della Sotto Intendenza, poi Sottoprefettura e per anni di Scuole Pubbliche infine sede del Palazzo di Città.

Piazza Steri, il cuore della città

La Torre dell’orologio di Piazza Steri, di fianco l’ottocentesco Palazzo De Rosis venne costruita nel 1836 nel luogo dove, una volta, si ergeva la Chiesa della SS. Trinità che era stata edificata su disegno di un antico tempio dedicato ad Iside, dea egizia.

Danneggiata in maniera grave dal terremoto che colpì la Città nel 1836, venne ricostruita con la forma che attualmente conserva nel 1840.

San Marco

La chiesina di San Marco risale al IX-X secolo e rispecchia il classico stile bizantino che si ritrova quasi identico nella Cattolica di Stilo. Venne costruita su iniziativa di Euprassio, protospatario della Calabria, e inizialmente fu destinata a un uso monastico femminile. Successivamente venne affidata a San Nilo che, trovandola in stato di abbandono, la fece restaurare dandole l’attuale connotazione.
L’edificio, di forma quadrata e pianta a croce greca, è caratterizzato da cinque cupole cilindriche con monofore laterali, tre absidi con bifore frontali e l’altare “bema”.
La chiesa conserva inoltre tracce di un antico affresco della Madonna Odigitria, scoperto durante i restauri fra il 1926 e il 1931.

San Nilo

La chiesa dedicata a San Nilo è degli inizi del ‘600 e fu completata grazie all’intervento della principessa di Rossano, la romana Olimpia Aldobrandini che la arricchì di alcuni gioielli come il quadro di San Nilo, proveniente dalla bottega romana del pittore calabrese Gregorio Preti dove apprese l’arte anche il più famoso fratello minore Mattia.

San Bernardino

Edificata nel 1462 per volere dei minori Osservanti la Chiesa di San Bernardino originariamente apparteneva all’omonimo convento. Dopo qualche anno il convento passò ai Riformati, che lo conservarono fino alla soppressione francese del 1809. Al ritorno dei Borboni, nel 1816, la chiesa fu restituita al culto.

Il portale d’ingresso, in pietra di tufo, di stile gotico è stato realizzato nel XV secolo da maestranze locali. Al suo interno sull’altare maggiore, realizzato dal frate Giovanni Antonio da Sersale in marmi policromi e datato 1796, è custodito lo splendido Crocefisso ligneo attribuito a Frate Umile da Pietralia, autore di numerosi crocefissi nella seconda metà del Seicento. Nelle cappelle troviamo un sarcofago marmoreo di Oliviero di Summa datato 1536. Nel presbiterio si rilevano un ambone e un inginocchiatoio di legno scolpito, opera, insieme all’armadio della sacrestia, del monaco Francesco Di Guido Maria.

Museo Diocesano e del Codex

La città di Rossano, presente già nel periodo della Magna Grecia, fu poi un caposaldo dell’impero bizantino per i suoi possedimenti nell’Italia meridionale. Successivamente divenne capoluogo dei comuni ionici della provincia di Cosenza, con tribunale, vescovado, comando militare.  Il Museo Diocesano e del Codex accoglie significative testimonianze di questo glorioso passato.

Indirizzo
Via Arcivescovado, 5 87067 Rossano
Telefono 
Telefono 

Museo della liquirizia

Fin dal ‘700 gli Amarelli, nobile e storica famiglia di Rossano le cui origini risalgono ai tempi delle Crociate, producono la liquirizia che oggi esportano in tutto il mondo. Intorno al 1760 l’incisore e Abate di Saint-Non visitò la fabbrica e le dedicò una magnifica incisione nel suo Voyage pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile

Indirizzo
S.S. 106, C.da Amarelli,
87067 Rossano
Telefono

Il Museo della Liquirizia oggi testimonia questa secolare tradizione industriale e ormai è diventato uno dei musei privati italiani più visitato. A fianco del Museo c’è lo Spaccio Aziendale dove si può assaggiare e acquistare la liquirizia nei tanti modi prodotta.

Museo di Sibari

Il Museo archeologico nazionale di Sibari è un museo archeologico che si trova nel parco archeologico dell’antica Sybaris nel comune di Cassano all’Ionio.
Il Museo ospita al suo interno reperti che risalgono dall’era protostorica della Magna Grecia fino alla civiltà romana relative alle città di Sybaris, Thurii e Copia, e ai vari stanziamenti presenti nella zona compresi il Brutium e l’Enotria, rinvenuti principalmente negli scavi effettuati nel circondario